MARIA VALTORTA

   





Maria Valtorta

 
  MARIA VALTORTA - mistica dei nostri giorni - 4 -                                                                                                                                                         


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Letterariamente elevata, l’opera descrive paesaggi, ambienti, persone, eventi, con la vivezza di una rappresentazione; delinea caratteri e situazioni con abilità introspettiva; espone gioie e drammi con il sentimento di chi vi partecipa realmente; informa su caratteristiche ambientali, usanze, riti, culture, con particolari ineccepibili. Attraverso l’avvincente racconto della vita terrena del Redentore, ricca di discorsi e di dialoghi, illustra tutta la dottrina del cristianesimo conforme all’ortodossia cattolica.
Maria Valtorta stese quest’opera dal 1944 al 1947. Alcuni degli ultimi episodi sono del 1951. La intercalava con altri scritti, iniziati nel 1943 e proseguiti fino al 1950. Questi hanno dato corpo alle opere minori. Oltrea quello dell’Autobiografia, tre volumi — I quaderni del 1943, I quaderni del 1944, I quaderni dal 1945 al 1950 — raccolgono una miscellanea di scritti su temi ascetici, biblici, dottrinali, di cronaca autobiografica, nonché descrizioni di scene evangeliche e di martirio dei primi cristiani. Un volume intitolato Libro di Azaria offre commenti ai testi (esclusi quelli del Vangelo) del messale festivo. Un altro volume è quello delle Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani.
Nel 2006, con il volume Lettere a Mons. Carinci, prende il via la pubblicazione dell’epistolario valtortiano. Infine, viene data alle stampe una raccolta di scritti sparsi, finora inediti, intitolata Quadernetti.

EPILOGO.
Finita quasi di scrivere l’opera maggiore - quella che è pubblicata in dieci volumi dal titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato - Maria Valtorta fu presa dalla nostalgia del suo Signore, pensando di non doverlo più vedere. Ma Egli venne a consolarla con una promessa: «Io sempre verro. E per te sola. E sarà ancora più dolce perché sarò tutto per te... ti porterò più su, nelle pure sfere della pura contemplazione... D’ora in poi contemplerai soltanto.., ti smemorerò del mondo nel mio amore». Era il 14 marzo 1947, giorno del suo 500 compleanno.
Già da alcuni anni, il 12 settembre 1944, Gesù le aveva predetto una morte estatica: «Come sarai felice quando ti accorgerai di essere nel mio mondo per sempre e d’esservi venuta, dal povero mondo, senza neppure essertene accorta, passando da una visione alla realtà, come un piccolo che sogna la mamma e che si sveglia con la mamma che lo stringe al cuore. Così Io farò con te».
Sta di fatto che, a partire dal 1956, Maria iniziò a dare segni di un distacco psichico, che gradualmente diventava, negli anni successivi, incomunicabilità, dolce apatia, abbandono totale, ma che non fece mai smorzare sul suo viso la vivezza dello sguardo o alterare la serenità dell’’espressione.
Si spense nella radiosa mattina di giovedì 12 ottobre 1961, mentre un sacerdote le recitava la preghiera per gli agonizzanti: «Parti, anima cristiana, da questo mondo». Aveva 64 anni di età ed era in letto da 27 anni e mezzo.
Dodici anni dopo, il 2 luglio 1973, i resti mortali di Maria Valtorta, traslati dal Camposanto della Misericordia in Viareggio, furono tumulati a Firenze, in una cappella nel Chiostro grande della Basilica della SS. Annunziata.
 

   
   

 

 

    
 


                     
 












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